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Il ricordo di una grande maestra

Quando mi è stato detto che potevo dire qualcosa durante la messa non so descrivere il turbinio di sensazioni che ho provato.images2

Il primo pensiero è stato, perché? c’è qualcosa da dire?

Poi ho ripensato a quest’anno, alla fatica che abbiamo fatto nel sopportare l’ascolto del silenzio. Si è fatto strada con perseveranza, come a dire: è proprio vero che è così.

La mente ci ha ingannato molte volte, volendo lenire come un balsamo un dolore così grande da non poter essere quantificato in lacrime.

Questo però non è tutto. La capacità di alzarsi al mattino e di affrontare la crudezza della giornata è stata possibile perché lei andando via ha lasciato una serie di regali. Come direbbe una nostra cara amica, i suoi doni e i suoi talenti erano talmente tanti che ognuno di noi ne ha trattenuto una parte per averla a fianco per l’eternità. C’è chi di lei ne ha trattenuto l’amore per le cose, per l’ordine, la cura e la bellezza; chi ha conservato il suo amore per la vita, per la gioia e la gratitudine di essere qui; qualcun altro ha portato con sé la dedizione per il lavoro, la passione nel vedere crescere ogni giorno i bambini e accompagnare le famiglie in percorsi affatto facili; chi la tiene a sé con la dolcezza, la cura e il senso che lei sapeva donare ad ognuno perché speciale di per se stesso. Vedo poi in alcuni lo specchio del coraggio e della determinazione come un fuoco che spinge verso la vita e l’amore puro.

Ognuno di noi ha avuto la fortuna di un incontro, di quelli che cambiano la vita perché conoscere persone così riempie il cuore di affetto e di gratitudine per aver avuto una possibilità.

Allora ho pensato che sì una cosa c’è da dire ed è “grazie, per la vita”.

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