“Io a scuola non ci voglio andare!”
- Stanchezza o disagio reale? il fatto che un bambino non voglia andare a scuola potrebbe essere sinonimo di disagio oppure di semplice stanchezza, l’occhio attento del genitore può fare la differenza nel capire quale dei due momenti si sta verificando
- Piccolo o grande? Inutile dire che il tipo di comportamento a seconda dell’età e del momento durante l’anno scolastico sono determinanti. Facciamo un esempio: se un bimbo di 3 anni, a due settimane dall’ingresso in asilo protesta, sta probabilmente mettendo in evidenza che il suo è un momento di passaggio e ha bisogno di tutta la vostra resistenza per andare avanti. Se invece, il pianto disperato continua per mesi, vuol dire che c’è qualcosa che non va e vale la pena accertare che cosa sia.
- Che fare? La tranquillità del genitore è la tranquillità del figlio. Se un genitore si mostra sereno e sorridente nel portare a scuola il bambino sarà più facile per lui tranquillizzarsi perché ha come risposta emotiva un’espressione che gli dà serenità.
- Quando il bambino esce da scuola bisogna mostrare interesse, reale ovviamente, per tutte le attività che ha svolto a scuola; questo contribuisce a far capire al bambino che il genitore si appassiona al suo apprendimento
- Se avete il sospetto che vostro figlio covi un problema reale, credetegli e andate a fondo! Si può domandare l’opinione delle maestre che vi potranno esprimere il loro parere visto che lo vedono a scuola tante ore, ogni suggerimento può essere utile!


