La Discalculia

Il disturbo del calcolo è da considerarsi a prescindere da disturbi inerenti l’intelligenza, affettivi relazionali. Non è da ritenere dipendente da aspetti affettivo- relazionali. E’ quindi da trattare sul piano riabilitativo in modo autonomo.

Che idea si ha di calcolo?Significa acquisire la conoscenza dei simboli che sono cifre numeriche che in definitiva vuole dire che si tratta di possedere e formare una rappresentazione astratta.

Una precisazione, al posto della parola simbolo è meglio usare la parola segno perché il segno è un tipo di informazione che non ha nessun vincolo con il suo significato se non a partire da una convenzione, ha un valore culturale. E’ legato a informazione di tipo percettivo. I segni sono unità di base del codice numerico e del codice grafemico. Questa similitudine è in parte di tipo visivo mentre il segno caratteristico dell’unità di base è del codice scritto è di tipo prassico e uditivo.

Per esempio, nel codice morse il segno è di tipo tattile.

Il calcolo è quindi la capacità di usare dei segni che sono dei numeri , di operare con questi numeri con le operazioni, capire ed usare un linguaggio specifico logico /matematico che consente di fare un problema nel senso di risolverlo ma anche crearlo, mettendo in relazione tra loro nessi logici, precisi che sono i numeri. Consentono di attribuire un valore quantitativo ad un aspetto.

Per definizione la discalculia implica l’assenza o la compromissione parziale di tali competenze.

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