Volere è potere

imparare-a-parlareNe siamo proprio sicuri?

 

Allora vorrei partire da qui.

Una delle definizioni di prassia dice che

“…è un atto motorio finalizzato ad uno scopo

sottoposto inevitabilmente alla volontà del soggetto…”.

Se intendiamo quindi che una dis – prassia è l’incapacità parziale del soggetto di compiere un’azione volontaria, se ne deduce che bisognerebbe lavorare sulla volontà, quindi sulla consapevolezza. Bell’affare.

E se invece ipotizzassimo che non fosse un problema di volontà del soggetto, ma di “volontà” del sistema.

 

In un bellissimo articolo, la Dott.ssa Rinaldi, parla dell’azione semplice. Cioè della capacità del sistema motorio di sapere come deve fare già da sé.

E’ come se nascessimo dotati di un patrimonio che ci consente di fare alcune cose. Quel patrimonio può essere sviluppato e potenzialmente si potrebbe mettere in azione qualsiasi cosa! Fantastico!

Basta insegnare al proprio sistema motorio che in realtà ha già di per se stesso una propria consapevolezza.

Il problema evidentemente si presenta quando quello stesso patrimonio non è sufficiente, o c’ha qualcosa che non va per cui dall’azione semplice si passa all’azione difficile, talmente complessa che in qualche caso proprio manca.

Si può ancora dire però che è la volontà del soggetto a mancare?

Mi sembra che messa in questi termini, quella della volontà del soggetto, la questione prenda una piega non di facile risoluzione, una specie di vicolo cieco.

Come fa un bambino a non voler giocare? Non è che magari è il suo sistema motorio che non vuole, o meglio non può, giocare?

Allo stesso modo, prendiamo un bimbo che non riesce a disegnare. È perché non vuole?

Mi chiedo dunque dove sia questa famosa sede della volontà. L’unica cosa che ho trovato, per lo meno in ambito riabilitativo, è che la volontà nasce nel momento in cui un altro vede che ce la puoi fare. La volontà nasce dal desiderio dell’altro che unicamente in una posizione etica ti aiuta a rinascere in una nuova posizione.

La volontà si crea dalla relazione con l’altro che ti prende per mano e aiuta a rendere volenteroso anche il sistema motorio.

 

Comunque, bell’affare anche questo, non c’è che dire!

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