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Si deve dire ai bambini che Babbo Natale non esiste?

Sento qualche adulto sostenere che la favola di Babbo Natale non si deve raccontare perché poi i bambini si illudono e un giorno scoprono la verità.

Allora la domanda mi viene spontanea: di quale verità parliamo?

Un conto è la verità degli adulti e un conto è quella dei bambini. La verità dei bambini è che hanno bisogno di illudersi. Mentre leggevo “Gioco e Realtà” di Winnicott un punto mi aveva proprio colpito. Dice espressamente che i bambini hanno bisogno di illudersi, hanno bisogno di sentirsi onnipotenti, hanno bisogno della loro verità egocentrica e piena di sé prima di potersi distinguere in altro.

Questa accezione del termine illudersi sembra che abbia a tutti i costi una connotazione negativa. E invece, io penso che non ci sia mezzo migliore per tornare bambini. La differenza tra adulti e bambini è anche questa.

Un bambino si illude a pieno, sogna, usa la fantasia per costruire un mondo che è molto più originale e senza forma di quello di un adulto sebbene anch’esso abbia le sue regole. Quello di un adulto è il mondo di chi può scegliere, se calarsi nel mondo di bambino o se rimanere nel suo. Ecco perché sono gli adulti che si vestono da Babbo Natale e non i bambini come succede a carnevale. Perché gli adulti scelgono, i bambini sono.

Allora penso che un adulto possa fare anche pace un poco alla volta con la bugia che gli è stata raccontata. Non è vero che il mondo è fatto di fantasia e alberi di caramello, non è vero che la formichina si prende il dentino e non è vero che esiste Babbo Natale; se chiaramente lo intendiamo come l’uomo della Lapponia che scende dal carro volante guidato da renne campanellate. Che poi, perché si incastra sempre nel camino o salendo dal balcone?

Ora mi ingarbuglio:

Quello che è vero, è che per dire che non è vero che esiste, ognuno di noi deve aver avuto la possibilità di credere che esiste.

 

Mi spiego con un giro di parole in meno. Il principio è, puoi tu vedere il bicchiere vuoto se non vedi il pieno? Puoi vedere il pieno se non vedi il vuoto?

O è più importante che tu il bicchiere lo veda?

 

Peter Pan probabilmente aveva paura proprio di questo. Una volta diventati adulti non si torna indietro. Chiuso con il passato, con le feste, con la fantasia, e con quelle sciocchezze che solo i bambini combinano. E già quando si parla di bicchieri, pieni o vuoti o mezzi o di vino, non si parla più solo di bicchieri, ma di un’esistenza intera, pensa come siamo complicati

 

Ma mi sento di rassicurare Peter Pan dicendogli che alcuni adulti, il 25 dicembre di ogni anno tornano bambini sul serio. Si vestono di tutto punto e guardano con commozione gli occhi sognanti dei bambini. Alcuni adulti si siedono sulla sedia a fianco e guardano ammirati la penna che scrive “Caro Babbo Natale…”e degli altri aspettano il 25 mattina per ascoltare l’urlo di gioia del passaggio tanto atteso.

 

Se questi adulti possono illudersi è perché qualcuno ha concesso loro di farlo, perciò Peter Pan, non preoccuparti, la verità è dei grandi!

Tu però ricordaci sempre cosa vuol dire Babbo Natale attraverso gli occhi dei nostri bambini.

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