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Basta con le scuole incubo!

Sicuramente la mia posizione è di parte, e per fortuna. Bisogna avere molto coraggio per essere dalla parte dei bambini e vorrei che tutti gli adulti si assumessero una buona volta questo ruolo.rabbia

Non si tratta di difendere i poverini indifesi, bensì di riconoscere loro una dignità che spesso non viene neanche considerata.

Dunque mi trovo in queste situazioni per cui alcuni professori e insegnanti sono capaci di impuntarsi sulle questioni più disparate e consentitemelo, stupide.

Come se il ruolo educativo fosse un tremendo gioco di potere in cui tu devi diventare quello che voglio io, perché io so cosa è bene per te.

Domanda: siete sicuri che essendo così certi non vi state sbagliando?

 

Veniamo alla sostanza:

“Il bambino scrive male” dichiarazione del professore. Gli chiedi se è perché non si capisce la scrittura e ti dice che no, la scrittura è leggibile, ma è infantile. In che senso? E’ la scrittura di un bambino più piccolo. E allora? e allora non va bene…

 

Altra situazione: “la bambina vuole a tutti i costi fare bene” dice la maestra. Mi chiedo se questo è un problema “si impunta perché non riesce” chiedo allora se la si può mettere nella condizione di riuscire e mi viene risposto che così la bambina non può crescere. Mi domando se un bambino possa crescere bene con una frustrazione non adeguata a ciò che può fare.

 

“La bambina non legge perché non vuole” certamente, in prima elementare se una cosa ti riesce difficile non la fai perché non vuoi mica perché non puoi. Perché metterla in forma morale? perché non si può considerare anche solo l’ipotesi di parlare con quel bambino e chiedergli cosa c’è che non va?

” La bambina non saluta la mattina” dice la maestra. “Forse non ci arriva” aggiunge.

“La bambina non è in grado di fare niente, quando le chiedo di fare una cosa guarda la lavagna”. Poi scopri che le avevano chiesto le frazioni in seconda elementare.

 

Note date perché i compiti non sono eseguiti precisamente secondo lo schema dell’insegnante.

Note per il modo di vestire.

Note per il modo di guardare fuori dalla finestra.

Note per come ti gratti la testa.

Richiami continui perché il bambino è stanco e si distrae.

Colloqui genitori perché il bambino non si impegna abbastanza.

 

La smettiamo?

 

Il risultato di questo modo di fare è che qualche bambino, molto pochi devo dire, riesce a non ascoltare questo mondo di polemica circostante. Ma quelli più sensibili sono sopraffatti da questa modalità giudicatrice e polemica. BASTA! I bambini hanno bisogno di serenità non di critiche affatto costruttive.

 

Allora faccio un appello ai bambini, cominciate a mettere voi le note a questi professori e insegnanti, perché vi confido un segreto, di errori questi adulti ne fanno un mucchio!

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